gio
12
nov
2009
Witherford Watson Mann “London Edges”
16 novembre – 4 dicembre 2009
Inaugurazione: lunedì 16 novembre 2009
h. 18.00 Conferenza di Stephen Witherford e William Mann
presentata da Pippo Ciorra
Traduzione consecutiva
h 19.30 Inaugurazione mostra
The British School at Rome, Via Gramsci 61
Comunicato
Witherford Watson Mann, dopo le conferenze e le mostre di AOC e Carmody Groarke, è l’ultimo degli studi londinesi ad esporre nel ciclo London-Rome: Work in Process in programma all’Accademia
Britannica di Roma. Con queste tre esposizioni si è cercato di mettere in evidenza la diversità di metodi e approcci di questi architetti nel loro lavoro, che riflette il dinamismo e la vivacità
dell’architettura britannica contemporanea.
Gli architetti Stephen Witherford, Christopher Watson e William Mann hanno fondato lo studio nel 2001. Tuttavia la loro collaborazione, frutto di lunghe passeggiate e dell’approfondimento della
storia e della vita quotidiana nella periferia londinese, era iniziata in modo informale già qualche anno prima.
Elemento fondamentale dell’attività dello studio è l’interesse per il rapporto tra città e paesaggio e l’interdipendenza di edifici pubblici, spazi collettivi e attività quotidiane, coniugato con
l’obiettivo di esplorare i modi in cui l’architettura può sostenere l’impegno sociale. Tutti e tre gli architetti insegnano e sono autori di numerosi saggi.
“Teniamo sempre presente il fatto che, sia per i nostri committenti sia per la società nel suo complesso, l’architettura è un mezzo non un fine… Da un punto di vista sociale più ampio, prestiamo
particolare attenzione al modo in cui il carattere e la struttura spaziale di un sito sono in grado di ‘suggerire comportamenti’, ricorrendo all’osservazione diretta e all’esperienza concreta per
far sì che quel particolare luogo promuova la comunicazione e la socialità”.
London Edges
La mostra si concentrerà sull’indagine condotta dallo studio sulle zone marginali e problematiche, le aree di confine che dividono la Londra del capitalismo globale da quella dei lavoratori
migranti della periferia; le infrastrutture regionali e le strutture di intrattenimento locale dal paesaggio naturale intorno al fiume Lea. La risposta dello studio, su scala urbana e
architettonica, a queste condizioni altamente specifiche si potrà vedere nei progetti per la Bankside Urban Forest, in quelli per l’ampliamento e la ristrutturazione della Whitechapel Gallery e i
progetti residenziali e paesaggistici per la Lea Valley.
In mostra anche il progetto per la rigenerazione di Ailsa Street e quello per la sede di Amnesty International Headquarters. Tramite le rappresentazioni di questi progetti e dei rispettivi
contesti, lo studio mira a svelare una inedita topografia della capitale, ponendo l’accento sull’adattabilità dello spazio pubblico nel frammentato tessuto economico e architettonico della
metropoli. Il visitatore sarà invitato ad attraversare varie sezioni di Londra con la guida di un insieme di mappe, plastici, disegni preparatori e fotografie.
Witherford Watson Mann hanno esposto nel padiglione britannico nella Biennale di Venezia 2008.
L’evento alla British School at Rome, a cura di Marina Engel, fa parte del programma London-Rome: Work in Process curato da Marina Engel e Gabriele Mastrigli, ed è realizzato in collaborazione
con l’Architecture Foundation di Londra, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Fondazione MAXXI di Roma ed INARCH Lazio. Con il sostegno della John S. Cohen Foundation, del Bryan
Guinness Charitable Trust e del British Council.
Witherford Watson Mann
The British School at Rome, Via Gramsci 61
Lunedi 16 novembre 2009
h 18.00 Conferenza presentata da Pippo Ciorra
h 19.30 Inaugurazione mostra
Periodo: 16 novembre – 4 dicembre 2009
Orari: dal martedi a sabato dalle 17.00 alle 19.30
Info: Tel. 06 3264939
Curatore: Marina Engel
Ufficio Stampa: Rosanna Tripaldi email: rostrip@hotmail.com; mob: 338.1965487
sab
31
ott
2009
La proposta riguarda la progettazione di un quartiere - prototipo all'interno del primo distretto a emissioni zero di carbonio della Finlandia,
destinato a sorgere sulla penisola di Jätkäsaari a Helsinki.
Il concorso è stato gestito dal Sitra, il Fondo Finlandese per l'innovazione. Il progetto per l’area Low2No - oggetto della prima fase del piano di sviluppo globale assieme ad altri lotti della
penisola - sarà realizzato entro il 2012. L'intero distretto di Jätkäsaari, ampio circa 100 ettari, verrà realizzato entro il 2023, ma già a partire dal 2021 l'area dovrebbe risultare
carbonio-negativa nelle rilevazioni ambientali su base annua. Il Sitra stesso sposterà i suoi uffici generali presso la nuova area cittadina.
Un aspetto fondamentale del lavoro sta nell’approccio olistico e interdisciplinare del team, attento non solo a individuare soluzioni architettoniche capaci di ridurre l'impatto ambientale degli
edifici, ma a indicare specifici comportamenti per gli abitanti nell’impiegare strategie attive e passive, possibili interventi nelle immediate vicinanze del quartiere e nella città di
Helsinki.
L'impiego di materiali da costruzione riciclabili e a bassa emissione di carbonio, l’elevata flessibilità della struttura rispetto a usi futuri alternativi, l’ottimizzazione di luce e
ventilazione naturale, la presenza di edifici residenziali e per uffici, nonché di serre e di attraenti giardini comunali sono prerogative integrate in un contesto urbano che sarà caratterizzato
da brevi distanze e mixitè tipologica.
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lun
26
ott
2009
Richard Hywel Evans dello Studio RHE ha svelato le immagini dell’innovativo progetto per il Šolta Island Resort, primo rotating Hotel d'Europa. L’hotel sarà realizzato fra gli ulivi di una collina dell’isola di Šolta, in Croazia, e sarà composto da un edificio a tre piani con vista mare da ogni camera. Il nuovo resort, che sorgerà a soli 35 minuti di barca da Spalato, ruoterà all’interno di un’enorme lago che, a cascata, scenderà verso la sottostante spa sul fianco della collina.
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lun
26
ott
2009
E’ Il Fars Studio il gruppo thailandese vincitore del concorso nazionale di progettazione per il Chao Phraya River Memorial e per il Museo di Nakorn Sawan, in Thailandia.
Il concorso promosso dal Comune di Nakorn Sawan e dall’Association of Siamese Architects per creare un simbolo che fosse un punto di riferimento per questa
regione.
L’edificio che, data l’ubicazione, vuole somigliare ad un ponte, pur richiamandosi all’architettura tradizionale tailandese , è basato su un design ed una tecnologia d’avanguardia. La costruzione
dalla forma sinuosa e longilinea sviluppa complessivamente una superficie di circa 15.000 metri quadrati ed il costo previsto per questa struttura è di 200 milioni di baht
ovvero circa 6 milioni di dollari.
In questo luogo magico, i fiumi Ping, Wam, Yom e Naan si combinano insieme diventando il fiume Chao Phraya, il fiume più grande della Thailandia. Il Comune di Nakorn Sawan e l’Association of Siamese Architects hanno deciso di promuovere una competizione internazionale per la creazione di un simbolo che rappresenti questo fiume singolare e il luogo dove nasce: un contesto straordinario dove il fiume sul lato nord dell'isola ha un colore verde e il lato sud è di colore rosso.
La costruzione sarà situata proprio dove si verifica la confluenza dei corsi d’acqua con l’intenzione di promuovere il territorio e attirare una gran mole di turisti. In verità , il sito stesso rappresenta già una potente attrattiva ma si è voluto ulteriormente sottolinearne la bellezza con un’architettura capace di riflettere la storia del fiume e la sua tradizione.
I progettisti sono riusciti a far divenire l'opera un vero e proprio complemento della natura consentendo nel contempo al visitatore di guardare i 2 fiumi contemporaneamente.
L’edificio che durante i periodi di alta marea diventando un vero e proprio ponte, sarà costruito utilizzando materiali e tecniche locali in particolare i rivestimenti esterni saranno realizzati con una combinazione di pannelli di rame e di legno.
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